Export cresce grazie alla meccanica

Sace prevede che l’export italiano crescerà, tra il 2016 e il 2019, a un tasso medio annuo del 3,7%, passando, nel triennio, da 414 a 480 miliardi di euro.
La protagonista trainante sarà la meccanica, che se oggi esporta l'equivalente di 82 miliardi (il 5% della quota mondiale e il 21% di tutto l’export italiano), nel 2019 potrebbe toccare i 100 miliardi di euro: una crescita netta del 20% in tre anni.
Nonostante un debole primo trimestre, le esportazioni italiane quest’anno dovrebbero mettere a segno una crescita del 3,2% (l’anno scorso era al 3,8). Il tasso medio del triennio, come già detto, dovrebbe essere al 3,7. Un ritmo positivo, ma molto distante da quello pre-crisi, tenuto conto che nel 2004-2007 l’export italiano viaggiava a un tasso medio annuo del 9,2 per cento.
Restano dinamici i prodotti agricoli e alimentari (+5% medio annuo fino al 2019) e i beni di consumo (+4%), trainati dalla performance dell’alto di gamma di tessile e abbigliamento, mobili e gioielli. Specialmente nei mercati asiatici. Crescita modesta (+2,1%)per gomma, plastica e chimica, mentre le industrie estrattive, dei prodotti raffinati e in metallo – secondo Sace –risentiranno ancora del calo nelle economie emergenti.
Oltre gli Stati Uniti il motore del business è sempre più ad Est. Le migliori opportunità per l'export italiano nei prossimi 4 anni proverranno da un mix diversificato di mercati avanzati ed emergenti. Se gli Stati Uniti continueranno a fungere da traino (+10,5%), tra gli emergenti, prevale l'Asia(+4%) grazie all’India e ai paesi del Far East come Malesia, Indonesia e Filippine». Viceversa, le sanzioni contro la Russia continueranno a pesare sull'intera area della Comunità degli Stati indipendenti (-7,5%), e in Sud America si sentiranno gli effetti del rallentamento brasiliano (-2,4%) e del ciclo delle commodity.

Fonte: Il sole 24 ore