Ridotto il contributo a fondo perduto Simest

Il contributo a fondo perduto concesso da Simest sul Fondo 394/81 scende al 40%: è la sorpresa che accompagna le comunicazioni alle imprese.

Il contributo concesso, che doveva essere del 50% a fondo perduto e del 50% in forma di finanziamento a tasso agevolato, è stato rimodulato nel 40% a fondo perduto e 60% in finanziamento a tasso agevolato. La parte di finanziamento costa in termini del plafond de-minimis in misura variabile da circa 3.500 a oltre 50.000 euro, a seconda della classe di scoring dell’impresa. L’agevolazione rimane importante poiché arriva a un massimo di 320mila euro a fondo perduto concessi in regime di temporary framework e a un massimo di 480mila euro di finanziamento agevolato che impatta sul plafond del regime de minimis. Questi elementi portano in azienda una liquidità massima di 800mila euro nel giro di un mese.

I beneficiari sono le imprese che hanno presentato la richiesta per progetti per partecipazioni a fiere internazionali, mostre e missioni di sistema, patrimonializzazione, inserimento su mercati esteri, temporary export manager, e-commerce, studi di fattibilità e programmi di assistenza tecnica. Il comitato, per soddisfare il più possibile le richieste, ha ridotto il fondo perduto per tutte le domande. In passato, l’agevolazione prevedeva solo crediti agevolati, è invece ora prevista anche una percentuale del finanziamento a fondo perduto. Le domande ricevute da Simest sono oltre 13mila. Il successo della nuova modalità di erogazione si è fatto sentire: l’agevolazione, che era concessa con un finanziamento agevolato, aveva raccolto circa mille domande nel 2019 e aveva impegnato 280 milioni di euro. L’incentivo era stato pensato per invogliare le imprese ad esportare.

Simest, entro il prossimo mese di aprile, dovrebbe aver processato tutte le domande ricevute; sono oltre l’85% le Pmi nuove entrate in contatto con Simest grazie a questa modifica dello strumento. Da segnalare che la quota di finanziamento agevolato concesso alle imprese in regime de minimis ha visto un utilizzo del plafond che cambia in maniera considerevole da impresa a impresa. Ci sono imprese che hanno visto occupato lo spazio sul «registro nazionale degli aiuti di stato» per circa 3.500 euro altre per oltre 51mila euro, poiché l’impatto è legato alla classe di scoring assegnata all’impresa.

Fonte Il Sole 24 Ore