R&S, incrementi non retroattivi

Le maggiorazioni del credito d'imposta per gli investimenti in R&S, innovazione tecnologica, design e innovazione estetica, introdotte dalla legge di bilancio 2021 (legge 178/2020), si applicano alle spese ammissibili sostenute a decorrere dal 1° gennaio 2021; per le spese sostenute nel 2020 si applicano le misure ridotte previste dalla legge di bilancio 2020 (160/2019): è l'importante ed atteso chiarimento contenuto nella risposta ad interpello n. 323/2021 dell’agenzia delle Entrate.

L'articolo 1, comma 1064, della legge 178/2020 ha incrementato le aliquote ed i massimali dell'agevolazione originariamente previsti dall'articolo 1, comma 203, della legge 160/2019, come segue:

- 1 per le attività di ricerca e sviluppo, dal 12 al 20%, con limite da 3 a 4 milioni di euro;

- 2 per le attività di innovazione tecnologica, dal 6 al 10%, con limite da 1,5 a € 2 milioni;

- 3 per le attività di innovazione tecnologica destinate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0, dal 10 al 15%, con limite da 1,5 a 2 milioni;

- 4 per le attività di design e ideazione estetica, dal 6 al 10%, con limite da 1,5 a 2 milioni.

Quanto alla decorrenza degli incrementi, l'Agenzia precisa che, in assenza di specifiche disposizioni di decorrenza, le modifiche introdotte dalla legge 178/2020 possono trovare applicazione solo a decorrere dalla data di entrata in vigore della medesima legge (ossia dal 1° gennaio 2021), e non possono in nessun caso esplicare effetti retroattivi.

Fonte Il Sole 24 Ore