Credito d'imposta: il bene deve operare in modalità 4.0

L'interconnessione del bene e la formalizzazione della perizia tecnica non sono sufficienti a mantenere il credito di imposta del 50% per beni strumentali 4.0 previsto dalla Legge di bilancio 2021. È infatti necessario che l'impresa operi effettivamente e costantemente in modalità 4.0.

Anche se all'interno della normativa non c'è un esplicito passaggio in tal senso, le varie circolari emanate nel tempo facevano già riferimento a imprese che operano combinando macchine e uomini: «L'innovazione 4.0 non sta nell'introdurre un macchinario all'avanguardia dal punto di vista tecnologico, ma nel sapere combinare diverse tecnologie e in tal modo integrare il sistema di fabbrica e le filiere produttive in modo da renderle un sistema integrato, connesso in cui macchine, persone sistemi informativi collaborano fra loro per realizzare prodotti più intelligenti, servizi più intelligenti e ambienti di lavoro più intelligenti» (circolare agenzia delle Entrate 4/E/2017).

Quindi, una volta che il bene sia interconnesso e integrato con il sistema di produzione e la perizia tecnica (o la dichiarazione di atto notorio per beni di importo ridotto) sia formalizzata, le imprese devono avere anche cura di operare costantemente in modalità 4.0. Sono ammesse deroghe solo per situazioni non preponderanti rispetto al tempo complessivo di impiego del bene, dipendenti da peculiari condizioni di utilizzo e non da un'inidoneità intrinseca del bene ad essere interconnesso o da una scelta dell'impresa nell'acquisizione dei dati con altre modalità.

Fonte Il Sole 24 Ore