In Gazzetta il nuovo credito d'imposta

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 21 luglio, il Dm 26 maggio 2020 che attua il Piano transizione 4.0 previsto per il solo 2020 dall'articolo 1, commi 198-209, della legge 160/2019.

La legge ha introdotto tre crediti d’imposta (ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e altre attività innovative), con natura volumetrica e con il riconoscimento di percentuali e tetti massimi diversi a seconda dell’area di attività svolta.

I tre bonus sono così riepilogabili:

a) in misura pari al 12% e nel limite di 3 milioni, per gli investimenti in R&S, ossia per le attività di ricerca fondamentale, di ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico o tecnologico, come definite alle lettere m), q) e j) del paragrafo 1.3 del punto 15 della comunicazione della Commissione (2014/C 198/01) del 27 giugno 2014, identificabili tenendo conto del Manuale di Frascati dell’Ocse (commi 200 e 203);

b) in misura pari al 6% e nel limite di 1,5 milioni di euro, per le attività di innovazione tecnologica, ossia per le attività finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati. Tali attività sono identificabili sulla base del Manuale di Oslo dell’Ocse. Se le attività sono destinate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0, il credito è riconosciuto al 10%, sempre nel limite di 1,5 milioni (commi 201 e 203);

c) in misura pari al 6% e nel massimo di 1,5 milioni, per le attività di design e ideazione estetica svolte dalle imprese operanti nei settori tessile e moda, calzaturiero, occhialeria, orafo, mobile e arredo e della ceramica per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari (commi 202 e 203).

Fonte Il Sole 24 Ore