Nuovi fondi per i contratti di filiera

Un miliardo e mezzo per i prossimi 4 anni in grado di attivare investimenti complessivi per 3 miliardi di euro. È il budget dei contratti di filiera, gli accordi pluriennali tra i rappresentanti dei differenti anelli del processo produttivo agroalimentare - settore da 575 miliardi di euro - con definizione delle tempistiche di fornitura e dei prezzi e che possono garantire continuità negli approvvigionamenti alle industrie di trasformazione e stabilità nei redditi agli agricoltori. Una modalità sulla quale l’Italia, con le prime pionieristiche iniziative, sta facendo anche da apripista in Europa e che in prospettiva, se applicata su vasta scala, può davvero rappresentare una svolta in termini di modernizzazione dell’agricoltura made in Italy.

Uno strumento di grande importanza sia in prospettiva futura che per affrontare le crisi congiunturali e che mai come in questo frangente può contare su una cospicua dotazione di risorse: ben 1,2 miliardi stanziati nell’ambito del Pnrr (fino al 2026) cui si aggiungono altri 120 milioni di euro previsti dalla Legge di Bilancio per i distretti. Risorse sulle quali inoltre è già stata negoziata a Bruxelles, e fino a un tetto di 2 miliardi, la deroga in materia di aiuti di Stato come previsto da diverse misure del Recovery Plan.

I 110 milioni di euro previsti dalla Legge di Bilancio dovrebbero invece essere messi a bando a breve dal ministero per le Politiche agricole come risulta che sia già stata decretata e quindi in rampa di lancio una prima tranche da 350 milioni di fondi stanziati dal Pnrr.

Risorse messe a bando andranno a cofinanziare i progetti presentati con percentuali che, a seconda delle aree del paese in cui sono localizzati, oscilleranno tra il 40 e il 50% dell’investimento e nel caso di progetti presentati da giovani e in aree svantaggiate potranno arrivare fino alla soglia del 70%.

Fonte Il Sole 24 Ore