Coop: prestiti a tasso zero

Scatta la riforma dei finanziamenti agevolati alle società cooperative. Il decreto direttoriale del ministero dello Sviluppo economico è l’ultimo tassello che mancava alle modifiche della legge “Nuova Marcora”, rifinanziata a più riprese durante la crisi: 15 milioni con il «decreto rilancio», 10 milioni con il «decreto agosto» e altri 20 milioni in due anni con la legge di bilancio. Ulteriori risorse potrebbero essere reperite nell’ambito della nuova programmazione dei fondi strutturali 2021-27.

Ampio il ventaglio delle spese ammissibili, quelle consentite alle Pmi dal Regolamento Ue di esenzione, quindi creazione di una nuova unità produttiva o ampliamento di una esistente; diversificazione mediante prodotti nuovi aggiuntivi o cambiamento radicale del processo produttivo complessivo di un'unità produttiva esistente; acquisizione degli attivi direttamente connessi a una unità produttiva, nel caso in cui questa sia stata chiusa o sarebbe stata chiusa qualora non fosse stata acquisita e gli attivi vengano acquistati, a condizioni di mercato, da terzi che non hanno relazioni con l’acquirente. Ma anche spese per attivi materiali e immateriali, dalle ristrutturazioni ai macchinari nuovi strettamente necessari all'attività agevolata, fino ai software, licenze d’uso, brevetti, marchi. Per le cooperative agricole e delle pesca valgono i rispettivi Regolamenti di esenzione e de minimis.

I finanziamenti agevolati sono concessi a cooperative di piccole e medie dimensioni a fronte di programmi di investimento (da realizzare entro 3 anni dalla stipula del finanziamento) o per esigenze di liquidità. Vengono erogati tramite Cooperazione Finanza Impresa (Cfi), società partecipata e vigilata dal ministero dello Sviluppo che a sua volta detiene partecipazioni di minoranza e temporanea nelle cooperative beneficiarie. Sono concedibili finanziamenti, a tasso zero, tra 3 e 10 anni, comprensivi di preammortamento massimo di 3 anni. Nel caso vengano concessi a fronte di nuovi investimenti, i finanziamenti possono coprire l’intero importo del progetto. L’importo non può comunque essere superiore a cinque volte il valore della partecipazione già detenuta dal Cfi nella cooperativa beneficiaria, e in ogni caso fino a un massimo di 2 milioni di euro.

Il decreto direttoriale è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Fonte Il Sole 24 Ore