Incentivi per digitalizzazione delle Pmi

Con l’ultimo tassello, il decreto direttoriale del 1° ottobre pubblicato sul sito del ministero dello Sviluppo economico, si sbloccano gli incentivi per la trasformazione digitale delle Pmi; una misura, attesa dal decreto crescita dell’aprile 2019, per la quale sono disponibili 100 milioni. Le domande di agevolazione, firmate digitalmente, devono essere presentate a partire dalle 12 del 15 dicembre 2020, e devono essere compilate con procedura informatica. Possono accedere le imprese manifatturiere, dei servizi diretti alla manifattura, del turismo e del commercio purché abbiano almeno due bilanci depositati e nell’ultimo abbiano registrato ricavi per almeno 100mila euro. I progetti, relativi a tecnologie abilitanti del piano Impresa 4.0 o a tecnologie digitali di filiera, devono avere un importo tra 50mila e 500mila euro. L’agevolazione copre il 50% delle spese ammissibili (10% sotto forma di contributo; 40% come finanziamento agevolato).

L’accesso: il bando precisa che il soggetto che compilerà la domanda online (legale rappresentante dell’impresa o della capofila in caso di una forma aggregata o associata) dovrà essere identificabile tramite il Sistema pubblico di identità digitale (Spid) o tramite la Carta nazionale dei servizi oppure, in alternativa, mediante il sistema di gestione identità digitali di Invitalia. Ciascun soggetto, sia in forma singola che congiunta, può presentare una sola domanda di accesso per un unico progetto di innovazione di processo oppure di innovazione dell'organizzazione oppure ancora un progetto di investimenti.

Il tetto dei 100 milioni: le domande sono ammesse alla fase istruttoria sulla base dell'ordine cronologico giornaliero di presentazione. Le agevolazioni si fermano all’esaurimento dei 100 milioni, che sarà comunicato con un avviso del Mise. In caso di insufficienza dei fondi per le domande presentate nello stesso giorno, verranno ammessi all’istruttoria i progetti che otterranno il maggior punteggio e, in caso di parità, le domande sono ammesse in base al principio dell'ordine cronologico.

I criteri di valutazione: valutazione e punteggi sono dettagliati neldecreto disponibile sul sito del Mise. In sintesi, si può dire che ci si concentrerà su quattro aree: qualità e chiarezza del progetto e coerenza con gli obiettivi del decreto; parametri di performance connessi alla realizzazione del progetto, inclusa la loro misurabilità; costi del progetto e loro ragionevolezza; solidità economico-patrimoniale dei soggetti beneficiari.

Fonte Il Sole 24 Ore