Fondo di garanzia ad accesso facilitato

Solo parziale l’aumento del tetto a 5 milioni. Niente estensione alle mid cap.

Le modifiche relative al Fondo centrale Pmi dureranno 9 mesi e si applicheranno anche ad agricoltura e pesca (l’Ismea contribuirà con 100 milioni). La garanzia sarà a costo zero per tutte le imprese e i professionisti (oggi la gratuità si applica solo ad alcune sezioni speciali). L’importo massimo garantito per singolo beneficiario viene raddoppiato rispetto all’attuale disciplina e passa da 2,5 a 5 milioni, nel rispetto però delle regole di autorizzazione Ue, quindi con l’obbligo per il governo di notificare alla Commissione il metodo di calcolo dell’aiuto (un possibile appesantimento burocratico). C’è un altro aspetto che si presta a considerazioni ambivalenti: infatti l’estensione a tutte le tipologie di operazioni della copertura massima (80% in garanza diretta e 90% per controgaranzia dei Confidi) vale solo fino alla concorrenza dell’importo di 1,5 milioni mentre per la parte residua fino al tetto di 5 milioni dovrebbe continuare ad applicarsi quanto disposto dall'attuale modello di rating del Fondo.

A conti fatti, la novità potrebbe essere interpretata anche come più restrittiva rispetto al sistema in vigore prima del decreto, che entro il tetto di 2,5 milioni di beneficio consente la garanzia diretta dell’80% per tutta una serie di operazioni, ad esempio quelle orientate agli investimenti e quelle per la Nuova Sabatini o per le startup. D’altro canto, la norma inserita nel decreto amplia e potenzia il Fondo sotto altri aspetti. Le Regioni ad esempio potranno rimpinguare il Fondo con loro risorse e far scattare in quel caso ad ampio raggio i limiti massimi dell'80 e del 90%.

Soprattutto, l'accesso al Fondo diventa più semplice nella misura in cui non si tiene conto della valutazione andamentale, quindi alla crisi contingente, ma la probabilità di inadempimento beneficiario è determinata esclusivamente in base al modulo economico-finanziario. Altra novità: vengono ammesse alla garanzia anche operazioni di rinegoziazione del debito, purché il nuovo finanziamento preveda l'erogazione allo stesso beneficiario di credito aggiuntivo in misura pari ad almeno il 10% dell'importo del debito residuo. Si precisa poi che la garanzia è automaticamente estesa per tutte le operazioni per le quali è scattata la moratoria sulla base del nuovo accordo tra Abi e associazioni di imprese e viene eliminata la penale di 300 euro a carico delle banche per ogni mancato perfezionamento di operazioni con garanzia già deliberata dal Fondo.

E ancora, si stabilisce che sarà sufficiente un'autocertificazione dei danni subiti – senza passare per una valutazione del Fondo – alle imprese che vogliono accedere alla garanzia per micro-prestiti, a 18 mesi meno un giorno di importo massimo di 3mila euro (anche in questo caso la copertura è dell'80% in via diretta e del 90% via Confidi). Nel frattempo il tetto delle operazioni di microcredito garantibili sale da 25mila a 40mila euro e gli operatori beneficeranno della garanzia fino all’80% senza valutazione del merito di credito.

Novità anche sui portafogli di finanziamenti: per le imprese danneggiate dalla crisi determinata dall’epidemia (o appartenenti per almeno il 60% a specifici settori colpiti) la quota della tranche junior coperta dal Fondo può essere elevata al 50%.

Tutti i termini riferiti agli adempimenti amministrativi relativi alle operazioni assistite dalla garanzia sono prorogati per tre mesi e si precisa che singole amministrazioni o associazioni private possono conferire risorse per creare delle sezioni specializzate per singole filiere d’impresa. Infine si supportano i Confidi, mediante deducibilità dei contributi dovuti, per contenere a cascata i costi gravanti sulle Pmi che accedono alla loro controgaranzia.

In totale questa parte del decreto dovrebbe avere un valore finale di 1,5 miliardi (più degli 1,2 miliardi decisi lunedì) . Si aggiungono 1,73 miliardi per le garanzie per mancate revoche delle linee di credito, per proroghe e sospensioni di finanziamenti in essere; 500 milioni di garanzia dello Stato su plafond della Cassa depositi e prestiti per finanziamenti a settori particolarmente colpiti, da individuare con successivo decreto ministeriale e fino a 2,6 miliardi di garanzia Mef a favore di Sace per assicurare operazioni di Fincantieri nel settore crocieristico.

Fonte Il Sole 24 Ore