Le misure per le imprese

Presentiamo un riassunto delle misure per le imprese nella nuova manovra, al momento in bozza.

Maggiorazioni del 150, 100 e 50%
Consegne fino al 2020
Va avanti nel 2019 l’iperammortamento (per le consegne fino al 2020 previo acconto del 20%) che incentiva l’acquisto dei beni “digitali” del piano Impresa 4.0. Scompare però l’aliquota unica di maggiorazione (150%) per far posto a tre scaglioni: 150% per investimenti fino a 2,5 milioni, 100% tra 2,5 e 10 milioni, 50% tra 10 e 20 milioni che diventa il tetto massimo.

Stop al rinnovo per le macchine non digitali
Si esaurisce l’incentivo
Non viene prorogato più il superammortamento fiscale, l’incentivo per l’acquisto dei beni e macchinari tradizionali (l'aliquota era già scesadal 140 al 130%). Questo significa che l’agevolazione si esaurisce con gli investimenti effettuati nel 2018 (a patto che l’ordine sia partito a fine 2017 con un acconto del 20%) e con la possibilità comunque di consegne al 30 giugno 2019.

Bonus in dubbio o ritoccati al ribasso
Tra proroga in bilico e stretta
Il credito di imposta per la formazione «4.0» (40% delle spese) rischia di finire dopo un solo anno. Nella bozza non c’è la proroga così come manca l’annunciato sgravio per i manager dell’innovazione. Il credito d’imposta alla ricerca si apre ai lavoratori autonomi ma viene ridotta nell’entità al 25% (resta al 50% solo per alcune tipologie di spesa) e sottoposta a controlli più stretti. Niente proroga al 2021.

Ires , taglio di 9 punti sugli utili reinvestiti
Anche per assunzioni a tempo
Riduzione dell’Ires, dal 24 al 15%, per investimenti in assunzioni, anche a tempo determinato, e in beni strumentali. Ma solo se la spesa risulta incrementale rispetto ai costi del 2018. Alla base del calcolo per la spesa aggiuntiva ci saranno i costi in personale e beni strumentali determinati alla fine del 2018. Sono esclusi invece gli investimenti in immobili e veicoli.

Alt all’Iri e l’aiuto per la crescita non c’è più
Addio a bonus capitalizzazione
Al taglio del mini-Ires corrisponde da un lato l’abbandono del superammortamento e dall’altro l’addio dell’Iri, l’imposta sul reddito degli imprenditori. La manovra, inoltre, cancella l’Ace (aiuto alla crescita economica),
che negli anni scorsi aveva dato un notevole contributo alla capitalizzazione, soprattutto tra le medie e grandi aziende.

Fondi a «Sabatini», made in e startup
Finanziamenti per 1,3 miliardi

La manovra prevede il finanziamento di una serie di misre. Per la Nuova Sabatini 396 milioni fino al 2023. Per il Piano straordinario made in Italy: 90 milioni per il 2019 e 20 milioni per il 2020. Per i contratti di sviluppo: 210 milioni fino al 2021. Per la microelettronica: 460 milioni fino al 2024. Per le aree di crisi complessa: 150 milioni in due anni. Per il Fondo venture capital: 55 milioni dal 2019 al 2025.

Fonte: Il Sole 24 Ore