Bando Fabbrica intelligente: via alle domande tramite Accordi innovazione

Il Ministero dello Sviluppo economico ha approvato le modalità di accesso al bando per progetti di ricerca e sviluppo negli ambiti Fabbrica intelligente, Agrifood e Scienze della vita con procedura valutativa negoziale tramite gli Accordi per l'innovazione.
A partire dal 27 novembre 2018 sarà possibile presentare le proposte progettuali in relazione al bando Fabbrica intelligente, Agrifood e Scienze della vita per la parte relativa alla procedura valutativa negoziale, già prevista per gli Accordi per l'innovazione, esclusivamente in via telematica, dalle ore 10.00 alle ore 19.00 di tutti i giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì, utilizzando la procedura disponibile nel sito
fondocrescitasostenibile  fino all'esaurimento delle risorse finanziarie.

Atteso a breve, invece, il decreto relativo alla procedura a sportello, riservata ai progetti di ricerca e sviluppo di minori dimensioni da realizzare nelle Regioni meno sviluppate e in transizione.
Con decreto del 5 marzo 2018, il Ministero dello Sviluppo economico ha previsto la concessione di agevolazioni in favore di progetti di ricerca e sviluppo nei settori applicativi della Strategia nazionale di specializzazione intelligente relativi a Fabbrica intelligente, Agrifood e Scienze della vita.
L'intervento è finanziato con 562,7 milioni di euro, di cui 440,1 milioni a valere sull’Asse I del PON Imprese e Competitività 2014-2020 e 122,6 milioni a valere sul Fondo Crescita Sostenibile.
Le risorse sono destinate in misura pari a:
- 287,6 milioni di euro alle Regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia),

- 100 milioni di euro alle Regioni in transizione (Abruzzo, Molise e Sardegna),

- 175,1 milioni di euro alle restanti Regioni più sviluppate.

La ripartizione dei fondi per settore applicativo, invece, prevede:

- 225.087.200 euro al settore Fabbrica intelligente,

- 225.087.200 euro al settore Agrifood,

- 112.543.600 euro al settore Scienze della vita.

Il Ministero ha previsto due distinte procedure di accesso alle agevolazioni: da una parte, la procedura a sportello, pensata per progetti di minori dimensioni, tra 800mila e 5 milioni di euro, nelle Regioni meno sviluppate e in transizione; dall'altra, la procedura negoziale già utilizzata per gli Accordi per l'innovazione, per progetti con importo superiore a 5 milioni di euro ed entro un massimo di 40 milioni di euro, da realizzare sull'intero territorio nazionale.

Il provvedimento relativo alle modalità di accesso alla procedura a sportello è in dirittura d'arrivo.
In base al decreto direttoriale del 27 settembre 2018 gli Accordi per l'innovazione devono essere diretti a sostenere, attraverso la realizzazione di uno o più progetti, attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti, tramite lo sviluppo delle tecnologie abilitanti fondamentali nell’ambito dei settori applicativi Fabbrica intelligente, Agrifood e Scienze della vita, coerenti con la Strategia nazionale di specializzazione intelligente.
Il decreto specifica che deve trattarsi di interventi di rilevante impatto tecnologico, in grado di incidere sulla capacità competitiva delle imprese anche al fine di salvaguardare i livelli occupazionali e accrescere la presenza delle imprese estere nel territorio nazionale.
I soggetti agevolabili sono le imprese industriali di qualsiasi dimensione, con almeno due bilanci approvati, e i centri di ricerca. Il decreto ammette la presentazione congiunta, fino ad un massimo di cinque soggetti co-proponenti, e in questo caso possono beneficiare delle agevolazioni anche gli organismi di ricerca e, limitatamente ai progetti afferenti al settore applicativo “Agrifood”, anche le imprese agricole che esercitano le attività di cui all’articolo 2135 del codice civile.
Le agevolazioni sono concesse nella forma del contributo diretto alla spesa, eventualmente integrato dal finanziamento agevolato, per un importo definito nell’ambito della fase di negoziazione. Le regioni, le province autonome e le altre amministrazioni pubbliche eventualmente interessate cofinanziano l’Accordo mettendo a disposizione le risorse finanziarie necessarie alla concessione di un contributo diretto alla spesa o, in alternativa, di un finanziamento agevolato per una percentuale almeno pari al 3% dei costi e delle spese ammissibili complessivi.
Il finanziamento agevolato ha durata compresa tra uno e otto anni, oltre un periodo di preammortamento fino all’ultimazione del progetto e, comunque, nel limite massimo di tre anni decorrenti dalla data del decreto di concessione. Il tasso agevolato di finanziamento è pari al 20% del tasso di riferimento, vigente alla data di concessione delle agevolazioni, fissato sulla base di quello stabilito dalla Commissione europea.
Nel caso degli organismi di ricerca, al posto dell’eventuale finanziamento agevolato previsto dall’Accordo, è concesso un contributo diretto alla spesa per una percentuale nominale delle spese e dei costi ammissibili complessivi nel limite del 3%, in ragione della misura del finanziamento agevolato previsto dall’Accordo.

 

Fonte: fasi.biz