Pacchetto industria allo studio

Oggi alla Camera ci sarà una “cabina di regia” su Industria 4.0 composta dai ministri Carlo Calenda (Sviluppo), Pier Carlo Padoan (Economia), Valeria Fedeli (Istruzione) e Giuliano Poletti (Lavoro) per presentare i risultati 2017 e le linee guida 2018.
A seguire tutte le misure allo studio:

FORMAZIONE 
Credito d’imposta del 50%      

Il credito d’imposta per la formazione dovrebbe essere del 50% con un limite di spesa di 10 milioni di euro. Per restare nel tetto dei 300-400 milioni triennali, si sarebbe deciso di ammettere il bonus solo sull’incremento di investimento rispetto al triennio precedente

SUPERAMMORTAMENTO 
Più tempo per il bonus  

La deduzione al 140% per l’acquisto di macchinari “tradizionali” va verso un allungamento dei termini. In pratica, nella legge di bilancio dovrebbe entrare l’allungamento dei termini per coprire anche gli ordini d’acquisto effettuati nel 2018

IPERAMMORTAMENTO 
La deduzione sui beni digitali  

L’indicazione per l’iperammortamento dovrebbe essere la stessa del superammortamento: anche per il bonus sui beni digitali di «Industria 4.0» (in questo caso la deduzione al 150%) la manovra dovrebbe coprire anche gli ordini 2018

MADE IN ITALY 
Dotazione rafforzata       

Una dote di altri 150 milioni del pacchetto “industria” dovrebbero essere destinati al rifinanziamento del piano straordinario per il made in Italy, in aggiunta ai 50 milioni di risorse ordinarie che erano state già previste dai precedenti interventi

FONDO PMI SUD 
Leva per investimenti privati  

Il Fondo Pmi per il Sud (gestito da Cdp o Invitalia) dovrebbe prevedere 100 milioni di risorse pubbliche che potrebbero essere utilizzate come leva per attivare almeno altrettante risorse private da fondi di private equity e private debt

FONDO DI GARANZIA 
Ipotesi rifinanziamento  

La manovra dello scorso anno aveva previsto un apporto di un miliardo al Fondo centrale che fa da garanzia per le Pmi. L’ipotesi oggetto di discussione è quella di prevedere un importo simile per il 2018 qualora emergesse la necessità di intervenire.

Fonte: Il Sole 24 Ore