Più di 500 milioni per la ricerca industriale

La dote di risorse, arriva dal bando sui 12 cluster che il ministero dell’Istruzione Università ha pubblicato. Si prepara a finanziare progetti che vedono insieme imprese, università e centri di ricerca nello sviluppo di nuove tecnologie su 12 aree strategiche delineate dal Piano nazionale della ricerca 2015-2020 in linea con le priorità del programma Ue Horizon 2020.
Il budget totale è di 497 milioni, comprese le attività di valutazione e monitoraggio, e attinge alle risorse del Pon (327 milioni ) e del Fondo sviluppo e coesione (170 milioni). In particolare 393 milioni sono destinati al Sud (Regioni meno sviluppate e in transizione) e 104 milioni al Centro-Nord.
Possono presentare la domanda di partecipazione in particolare imprese (Pmi e grandi aziende) in forma singola e associata, università, enti di ricerca, altri organismi e le Pa che realizzino «congiuntamente» un progetto di ricerca industriale in una delle 12 aree di specializzazione. «La domanda di partecipazione - recita il bando - deve essere presentata nella forma del partenariato pubblico-privato, che deve essere costituito da almeno un soggetto di diritto pubblico e da almeno un soggetto di diritto privato». In ogni partenariato deve essere prevista la partecipazione di almeno una Pmi e di almeno una università o ente di ricerca. Ogni soggetto proponente può partecipare a un numero massimo di due partenariati pubblico-privati per ognuna delle 12 aree di specializzazione. Le domande dovranno essere presentate con modalità solo telematiche (attraverso lo sportello Sirio) dal prossimo 27 luglio e fino al 9 novembre.
Ogni progetto dovrà prevedere poi un totale di costi ammissibili tra un minimo di 3 milioni e un massimo di 10 milioni. I progetti sono ammessi all’agevolazione nella forma del «contributo alla spesa» con questi tetti: per la ricerca industriale nel limite massimo del 50% dei costi, mentre per lo sviluppo sostenibile nel limite del 25% - incrementabile fino a un massimo del 50% per le Pmi e del 40% per le grandi imprese e infine del 50% per tutti gli altri soggetti ammissibili.

Fonte: Il Sole 24 Ore